rifugio

Il “Rifugio del Vino” un edificio di circa 170 metri quadrati costruito a fianco della storica cantina dell’Azienda. Un progetto ambizioso, l’unione del vino, della cultura della montagna, dell’architettura.

Il progetto, che ha avuto una menzione speciale nel concorso internazionale “ Le cattedrali del Vino” della rivista Il gambero Rosso , evento collaterale della biennale di Venezia, è dell’Architetto Domenico Mazza di Courmayeur, l’ispirazione arriva dai nuovi rifugi alpini. L’impatto è d’effetto, con un tetto che ricorda nella forma le montagne e con una struttura in cui a dominare sono le vetrate. Entrando si potrà vivere un’esperienza sensoriale, con una zona dedicata alle essenze e una biblioteca con libri della Valle d’Aosta e del vino , tutto questo in un luogo in cui potersi accomodare, leggere, bere un bicchiere ed osservare il panorama.
La scelta dell’architettura e del nome “Rifugio” ha un doppio significato: “abbiamo le montagne più belle e vogliamo ricordarlo portando un rifugio in valle.” E poi vale anche il concetto di rifugio inteso come posto dell’accoglienza. Un luogo insomma in cui ricercare l’autenticità di un territorio. Il paesaggio armonioso delle montagne valdostane, il clima e la cordialità delle persone rendono Les Cretes il luogo ideale per visite guidate e degustazioni.

L’architetto ha realizzato un edificio dall’aspetto decisamente contemporaneo che nasce in realtà dalla trasformazione di un precedente progetto di ampliamento già avviato dalla proprietà e poi rivisto.
L’architetto Mazza ha perciò dovuto pensare all’ edificio partendo da alcune strutture in cemento armato già presenti che ne hanno fortemente influenzato l’impianto insediativo.
La cantina appare come una grande tettoia in legno lamellare, coperta in lamiera e con le tamponature verticali quasi esclusivamente vetrate. Il profilo complesso della costruzione – che da lontano ricorda quasi quello di un massiccio montuoso – nasce dalla compenetrazione di diversi volumi semplici tra loro inclinati. Quando cala la sera, il sapiente uso di trasparenze e illuminazione non fa che accrescere il carattere decostruttivista, quasi espressionista, di quest’opera. Sotto questa grande corte coperta trovano spazio i diversi ambienti della produzione, della vendita e anche del loisir tenuti insieme da un’interessante percorso di visita.

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